Studio Legale Leteo


Avv. Pasquale Leteo - Dott. Marco Leteo
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eredità e successioni

Avv. LETEO

La successione è un fenomeno molto complesso che si apre al momento della morte di una persona.

L’eredità si devolve per legge o per testamento.

La successione legittima ha luogo quando il defunto non ha lasciato testamento.

La successione testamentaria è quella regolata, in tutto o in parte da un testamento, che è un atto personalissimo, sempre revocabile e che spiega efficacia al momento della morte.

La successione dei legittimari non è un terzo tipo di successione, ma riguarda i soggetti a favore dei quali la legge riserva una quota di eredità.

 

Il formalismo che coinvolge il testamento deriva dalla sua natura di atto irripetibile; proprio per tale motivo è di fondamentale importanza rispettare le norme che regolano ciascun tipo di testamento.

 

Le norme in materia di successione distinguono tra eredi legittimi e legittimari, stabiliscono la disciplina nel caso di concorso tra eredi (ascendenti, coniuge, figli, fratelli e sorelle) e le quote di riserva dei legittimari, quote che, se violate in conseguenza di una donazione diretta o indiretta o di una disposizione un testamentaria, possono dare luogo ad impugnazione di tali atti al fine di sentire disporre la riduzione della disposizione lesiva.

 

Spesso succede che sia una compravendita, che dissimuli una donazione, a violare i diritti dei legittimari: allora sarà necessario far accertare la simulazione ed esperire l’azione di riduzione ma, prima ancora, occorrerà eseguire i calcoli della c.d. "riunione fittizia".

 

L’eredità può essere accettata tacitamente, espressamente o con beneficio d’inventario, così come può essere rinunciata.

L’eredità una volta rinunciata, a certe condizioni, può essere accettata, ma se accettata non può più essere rinunciata.

Nel campo successorio, negli ultimi anni, ci sono state molteplici novità legislative, come, ad esempio, nel caso della filiazione avvenuta fuori dal matrimonio, oppure nel campo delle unioni civili.

 

Il fenomeno successorio, ripetiamo, è molto complesso, ma lo studio dell’Avv. Pasquale Leteo vi può aiutare a risolvere le problematiche ad esso legate o a sciogliere tutti i dubbi che possono sorgere al momento di redigere un testamento.

 

Chiamateci per fissare un appuntamento, verificheremo insieme come possiamo aiutarvi, ricordandovi che lo studio offre il primo parere orientativo gratuito sulla questione controversa.

 

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GIURISPRUDENZA E DOTTRINA IN MATERIA

 

A partire dal 23 gennaio 2017 e sino al 31 dicembre 2017 sarà possibile presentare la dichiarazione di successione tanto con il consueto modello cartaceo, quato con modalità telematiche. A partire dal 1 gennaio 2018, invece, sarà possible presentare la dichiarazione di successione solo con quest'ultima modalità, potendosi continuare ad utilizzzare il modello cartaceo solo per le successioni apertesi in data anteriore al 3 ottobre 2006 o per quelle integrative già presentate con il modello cartaceo.

 

Nel contratto atipico di vitalizio alimentare o assistenziale (mantenimento), l'accertamento dell'alea è rimesso all'apprezzamento di fatto del giudice di merito. Cassazione Civile, Sezione II, 23.11.2016, n. 23895.

 

La donazione da parte del coerede della quota di un bene indiviso è nulla se effettuata prima della divisione. Cassazione Civile, Sez. Un., 15.03.2016, n. 5068.

 

Non può configurarsi simulazione nell'ambito della rinuncia all'eredità, atteso che questa è un negozio unilaterale non recettizio che rende impossibile l'accordo tra rinunciante e destinatario.

 

In tema di diseredazione, la Suprema Corte di cassazione, con una netta inversione rispetto al pregresso orientamento, ha affermato la validità della clausola di diseredazione meramente negativa inserita in un testamento, in forza della quale il testatore manifesta la propria volontà di escludere dalla propria successione uno o più eredi legittimi non legittimari, senza che la stessa sia accompagnata da disposizioni attributive a favore di altri soggetti. Cassazione civile, sez. II, 25/05/2012, n. 8352.

 

Sempre in tema di diseredazione si segnala la sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha ritenuto che questa, al pari della indegnità a succedere, non esclude l'operatività della rappresentazione a favore dei discendenti del diseredato. Cassazione civile, sez. II, 14/12/1996, n. 11195.

 

La Suprema Corte, ormai con orientamento costante, ritiene che non sia necessaria la preventiva accettazione con beneficio d'inventario, prevista dall'art. 564 c.c., per l'esperimento dell'azione di riduzione da parte del legittimario totalmente pretermesso. Lo ha confermato con sentenza n. 16635 del 2013, con la quale è stato fissato il principio secondo cui il legittimario totalmente pretermesso (nella specie, in caso di successione "ab intestato", per aver il "de cuius" disposto in vita dell'intero suo patrimonio), il quale proponga domanda di simulazione relativa di una compravendita, preordinata all'eventuale successivo esercizio dell'azione di riduzione, poiché agisce in qualità di terzo, non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, di cui all'art. 564 comma 1 c.c., acquisendo la qualità di erede, necessaria a tal fine, solo in conseguenza del positivo esercizio della medesima azione di riduzione.

 

La Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo cui l'erede legittimario che chieda la dichiarazione di simulazione di una vendita fatta dal "de cuius" assume la qualità di terzo rispetto ai contraenti - con conseguente ammissibilità della prova testimoniale o presuntiva senza limiti o restrizioni - quando agisca a tutela del diritto, riconosciutogli dalla legge, all'intangibilità della quota di riserva e proponga in concreto, sulla premessa che l'atto simulato comporti una diminuzione della sua quota di legittima, una domanda di riduzione, nullità o inefficacia dell'atto medesimo. Cassazione civile, sez. III, 04/04/2013, n. 8215.

 

Le polizze di assicurazione sulla vita per il caso di morte a favore di un terzo, ricondotte nella figura del contratto a favore di terzo, non entrano a far parte dell'asse ereditario, perché sono acquisite dal beneficiario iure proprio e non iure successionis, per effetto della designazione da parte del contraente e, quindi, la prestazione dovuta dall'assicuratore non deve essere indicata nella denuncia di successione.

Nel caso di polizza sulla vita per il caso di morte, la prestazione dovuta dall'assicuratore in favore del terzo è dovuta in dipendenza della morte dell'assicurato e il beneficiario acquista il diritto alla prestazione per via della stipulazione del contratto di assicurazione in suo favore da parte del contraente. Il contratto di assicurazione sulla vita a favore di terzo, proprio per tali motivi, è qualificato come atto inter vivos con effetti post mortem. Il beneficiario, proprio perché fa valere un diritto proprio, può rivolgersi all'assicuratore direttamente per ottenere la prestazione dovuta.

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